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Il gruppo Arav spinge su e-commerce, Asia e brand extension – FashionNetwork.com IT

Il gruppo Arav, proprietario dei marchi Silvian Heach, John Richmond e Marcobologna, nonché titolare della licenza del brand Trussardi Kids, guarda soprattutto ad Oriente per svilupparsi nel mondo, si dimostra sempre più attento all’universo digital e prosegue la propria brand extension.

L’obiettivo strategico dell’azienda è accelerare lo sviluppo internazionale, rivelando nel corso della Milano Fashion Week, per bocca della CEO Mena Marano, di volersi espandere in Medio Oriente, Far East ed Europa, in particolare in Spagna, Russia, Cina, Emirati Arabi e Iran, e di rafforzare i canali retail, wholesale ed e-commerce.
 
Il lancio, che avverrà intorno alla metà di marzo, degli e-shop, inizialmente di John Richmond e a seguire del nuovo acquisto Marcobologna, grazie al supporto di Filoblu e Socialrise, testimonia l’attenzione del gruppo con sede a Napoli e showroom di 600 metri quadri in Via Ponte Vetero a Milano, alla realtà delle vendite sul web, accelerate in maniera esponenziale dalla pandemia. Basti pensare che John Richmond ha messo a segno un +70% di vendite sulla piattaforma Farfetch lo scorso anno, grazie in particolare a Russia, Stati Uniti e Cina, e che il progetto online del brand Silvian Heach ha visto salire le vendite del 108% rispetto al fatturato del 2019. Dati che “rispecchiano l’andamento del mercato e le nuove esigenze dei consumatori”, aggiunge in un comunicato Mena Marano.

A livello di commercio fisico, il gruppo campano ha stipulato un accordo di distribuzione con il gruppo cinese Wealth Rise per il mercato asiatico, affidando loro lo sviluppo di un piano di espansione per tutte le linee di collezione. Da questa prima parte del 2021, con le nuove collezioni Autunno-Inverno 2021/22, il brand John Richmond vedrà quindi anche in Asia il lancio di tutte le linee donna, uomo e bambino con un focus sulle attività online, ma anche con il supporto di un headquarter di oltre 5.000 mq. ed uno showroom dedicato, con una superficie espositiva di circa 300 mq., situato nel cuore di Shanghai. La partnership prevede anche l’apertura di quattro negozi in Cina nei prossimi due anni, allo scopo di aumentare la visibilità dei marchi di Arav nell’importante mercato della zona Asia-Pacifico.
L’azienda di Napoli continua nel frattempo la brand extension dell’etichetta John Richmond, che quest’anno lancerà prima una linea di occhiali in collaborazione con Jet Set, e poi a ottobre a Cannes una gamma di profumi, grazie alla Italart della famiglia Tanzi.
 
Dopo un 2019 chiuso su un fatturato di 60 milioni di euro, il gruppo ha terminato il 2020 con un calo dei ricavi del 25%, non registrato però da John Richmond, label che ha mostrato maggiore dinamismo, soprattutto rispetto a Silvian Heach, di cui è allo studio il rilancio.

A fine febbraio, il gruppo Arav ha presentato le due collezioni per la Fall-Winter 2021/22 di John Richmond e Marcobologna. Quella di John Richmond vuole essere una collezione iconica, grazie ai pattern in cui figura la bandiera inglese. Dalla pelliccia, al coprispalle, fino alla parte animalier c’è un tuffo nel passato. Sono stati ripresi dei disegni di John e riportati in print sui capi. Sono abiti unici, opere d’arte con disegni realizzati a mano. Appaiono loghi, croci, nei colori predomina il bianco, il nero, ma anche l’arancio. In questo caso si è ripresa la fonte d’ispirazione con la quale è partito lo stilista inglese, quello stile londinese inimitabile (Londra è sempre stata un polo che anticipa le tendenze moda internazionali), cercando di ricostruire tappe storiche della sua creatività.
 
L’Autunno-Inverno 2021 di Marcobologna (marchio comprato per il 51% da Arav nel febbraio 2020, ndr.) esprime invece chiaramente la voglia di tornare a vivere divertendosi. La collezione reinterpreta i codici dello stile Y2K dei primi anni 2000 in un mix tra romanticismo e influenze Goth-Punk. Proporzioni ostentate e silhouette audaci di inizio secolo riflesse in una chiave che strizza l’occhio al mondo Boxing con uno sguardo alla New York anni ’80 dello Studio 54. Un sogno fluorescente, surreale e distorto, in cui la voglia di divertirsi e giocare con l’eccesso diventa la regola.
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