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Antibiotici, il sistema di "Transferable exclusivity extension" (Tee) può rivitalizzare la ricerca e far risparmiare l'Europa – AboutPharma

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Una nuova ricerca condotta da Charles River Associates per la Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche (Efpia) potrebbe aprire la strada a una soluzione del “broken economic model” per la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici in Europa. I dati infatti mostrano che l’attuazione di una proposta di estensione di esclusività trasferibile (Transferable exclusivity extension, Tee), potrebbe portare due nuovi antibiotici all’anno ai pazienti nel prossimo decennio, prevenendo alcuni dei 400.000 decessi associati all’Antimicrobicoresistenza (Amr) ogni anno nell’Ue.
Nuovi antibiotici sono sempre più necessari a causa della diminuita efficacia di quelli attuali nel combattere le infezioni resistenti, ma svilupparli costa moltissimo e richiede molti anni. Per questo, il sistema a estensione trasferibile di esclusività prevede che a chi svilupperà nuovi antibiotici sia rilasciato un voucher per estendere di 9-12 mesi l’esclusività di uno dei suoi farmaci oppure per cederla ad altra azienda, remunerando così solo la ricerca che abbia avuto successo.
L’analisi costi/benefici di Charles River Associates dimostra i potenziali benefici – clinici ed economici – e dissipa i timori che la Tee si rivelerebbe costosa per gli Stati membri. Al contrario anzi, il lavoro mostra che il sistema a estensione trasferibile potrebbe far risparmiare ai singoli paesi centinaia di milioni di euro e fornire una soluzione sostenibile a lungo termine per rivitalizzare la pipeline di antibiotici.
In particolare è stato costruito un modello con l’uso della Tee in sei paesi, scelti per fornire una riflessione accurata dei diversi mercati dei medicinali nell’UE27. I risultati dello studio, basato su sei Paesi (Francia, Germania, Italia, Spagna, Grecia, Polonia), mostrano che i benefici potenziali in termini di risparmi su dieci anni per gli Stati Membri sono notevoli e forniscono una soluzione sostenibile di lungo termine per rivitalizzare la ricerca nel settore.
Sono state espresse preoccupazioni sul fatto che la Tee potrebbe portare a un aumento dei costi dalla mancata genericizzazione di altri medicinali. Tuttavia, il rapporto evidenzia la differenza significativa tra i risparmi sui costi offerti dal sistema a estensione trasferibile e il costo per i sistemi sanitari dell’estensione dell’esclusività di un altro prodotto utilizzando il voucher. Anche se la ricerca esamina solo alcuni dei benefici forniti da un antibiotico, nel complesso mostra che i costi sostenuti sono superati dai benefici netti.
Parlando del rapporto, Nathalie Moll direttore generale dell’Efpia, ha dichiarato: “Trovare una soluzione al pericolo crescente della resistenza antimicrobica dovrebbe essere una priorità per tutti, e garantire gli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese in questo campo è decisivo per riuscirci. Numerose idee per stimolare nuove ricerche sono state proposte nei settori pubblico e privato e questa ricerca non lascia dubbi sul fatto che la Tee sia la soluzione migliore per l’Europa. Non solo può fornire nuovi antibiotici, ma porterà notevoli benefici economici a ciascuno Stato membro. La Commissione europea si è impegnata ad agire contro la resistenza antimicrobica e riteniamo che la Tee fornirà all’Europa gli strumenti di cui ha bisogno per proteggere i pazienti”.
Tag: antibiotici / antibioticoresistenza / antimicrobicoresistenza / batteri / charles river associates / efpia /
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Prosegue la contesa su rappresentatività, diritti, competenze: lo scorso 19 ottobre il Tar Toscana ha bocciato un ricorso presentato da circa quindici associazioni contro la delibera 702 che include i pazienti esperti nei processi di acquisto dei dispositivi medici. E il recente atto di indirizzo ministeriale sembra appena un primo passo verso il coinvolgimento dei cittadini
Il progetto Ue sul riposizionamento di farmaci già esistenti per altre indicazioni terapeutiche prevede il coinvolgimento di 24 istituti europei, coordinati da Eatris e un finanziamento di 23 milioni di euro attraverso il programma Horizon Europe


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